“Il kit di sopravvivenza, figlio della narrazione delle élite Ue”

Fonte La Nuova Bussola Quotidiana

Proponiamo all’attenzione dei nostri Lettori questo articolo di ieri de La Nuova Bussola Quotidiana. Può anche darsi che la RUSSIA, come in passato, abbia mire espansionistiche verso l’Europa come verso altri paesi. Ma sappiamo che prima della guerra contro l’UCRAINA, l’Europa aveva stabilito buoni rapporti economici e culturali con

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Dedicare un post, la sera del 1° Aprile, al pesce Aprile, …è un pesce d’Aprile?

Dal Diario Facebook del 1° Aprile 2025

È per me l’occasione per ribadire quanto ho scritto il 25 Marzo.

Come in tanti comuni italiani, anche in quasi tutta la Francia, fino ai primi decenni dell’Era moderna, Capodanno si festeggiava il 25 Marzo, giorno

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PER UNA COMPRENSIONE DEL PONTIFICATO DI PAPA BENEDETTO XVI (parte seconda) 

Il Concilio Ecumenico Vaticano II secondo papa Benedetto XVI 

Don Joseph Ratzinger durante lo svolgimento del Concilio Vaticano II (1962 – 1965) vi partecipò come perito per richiesta dell’allora Cardinale Frings, presidente dei Vescovi tedeschi e Arcivescovo di Colonia. Joseph Ratzinger definisce il Concilio come autentico segno di Dio, da interpretare sempre nella tradizione, quindi alla luce del Magistero della Chiesa. L’intento di papa Giovanni XXIII non fu una modernizzazione protestante della fede, dalla quale scaturisce il relativismo ecclesiologico, ma un rinnovamento teologico pastorale, scevro da ermeneutiche immanentiste, le quali sono ben lontane dagli insegnamenti degli Apostoli. L’intento del Concilio fu un rinnovamento nella continuità, una comprensione maggiore della figura di Cristo a iniziare dalla Parola, la quale è sempre in correlazione con la liturgia Eucaristica. In riferimento è doveroso comprendere quanto papa Benedetto XVI ha sostenuto in riferimento alla Costituzione Dogmatica Dei Verbum

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“Il popolo di Dio, entrato nella terra promessa, celebra la Pasqua”

Dieric Bouts, La Pasqua ebraica, 1464-1467, polittico de L’Ultima Cena, Lovanio, Chiesa di San Pietro.
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“Insegnare agli ignoranti” e “Laboratori Sinodali” con l’Arcidiocesi di Milano, Dritti al cuore 25.03.2025

Roberto Filippetti

Ospiti di don Andrea Vena: prof. Roberto Filippetti, per presentare l’opera di misericordia spirituale “consigliare i dubbiosi e Insegnare agli ignoranti”; Laboratori sinodali – Arcidiocesi di Milano – con don Franco

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La diocesi di Milano apre agli Lgbtq+?

Fonte Diocesi di Milano

Con toni diversi rispetto a quelli degli estremisti «catto gay», la diocesi di Milano – la più vasta diocesi d’Italia e una delle più malmesse dal punto di vista religioso – apre ai linguaggi ambigui dei fautori del gender.

E lo fa organizzando tre «incontri di pastorale» per sostenere i

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Questioni escatologiche (prima parte)

Introibo 

Il termine escatologia deriva dal greco “eskathos” e significa ultimo. Già nell’Antico Testamento è presente un riferimento all’escatologia. Nel Nuovo Testamento viene reinterpretata alla luce della Risurrezione, la quale è in relazione alla parusia, quindi al ritorno glorioso di Cristo ove il bene sarà definitivamente scisso dal male.  

La Teologia della morte 

Per comprendere l’escatologia, bisogna comprendere cosa sia la morte. La morte è un elemento che accomuna ogni essere vivente. L’epoca post contemporanea ha però eliminato il concetto di morte, non a caso proliferano sempre più le case del commiato, ove il defunto è li posto nel nascondimento; negli stessi nosocomi quando un degente spira, le pratiche mortuarie sono celeri e latenti, non per esclusive motivazioni sanitarie, ma bensì per incapacità da parte dei vivi di accettare suddetta sorte, quale elemento finale della vita di ogni uomo. Sorge l’istanza del motivo per cui non si accetti la morte. Le cause sono differenti, ma hanno un punto nodale: la famiglia. La nostra cultura concepisce spesso la famiglia non come luogo di crescita anche spirituale, ma bensì come struttura che garantisce i soli bisogni primari. Non vi è più la capacità nelle famiglie di sviluppare la fede e in correlazione ad essa di affrontare una tematica sì delicata, ma evidente come la morte. A causa dell’oblio della fede gli aspetti principali dell’esistenza inevitabilmente cedono al relativismo e al nichilismo, tali da ridurre la vita, come la stessa morte a esclusive prerogative tecnico scientifiche, ove al soggetto è delegato in relazione al libero arbitrio, la facoltà di scegliere. Ecco quindi che la vita diviene un substrato chimico(inseminazione artificiale) e la morte una esclusiva pratica tecnica(eutanasia, suicidio assistito). La morte ha sempre destato timore, attualmente lo crea ancor di più perché l’umano volontariamente ha eliminato il trascendente. In riferimento Schleiermacher reputa sia la vita, che la morte come “spiragli” attraverso i quali l’uomo intravede l’infinito. Purtroppo anche fra molti cristiani si è assunta la posizione materialista in relazione alla morte, tale da non consentire una reale preparazione, dacché per taluni non è l’incontro con il fautore dell’essere, bensì il fine del tutto. 

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